Grande tensione, giallo per il fischio di un giocatore granata che ferma Di Matteo lanciato a rete. Mautone rischia il Daspo
Dilettanti Regionali
- 22/01/2012 23:14
Un attimo di follia, di rabbia, di nervosismo per la gara persa, ma che potrebbe costargli caro, addirittura il Daspo. Cesare Mautone, attaccante del Monte di Procida (formazione del girone A di Eccellenza campana), non ha digerito la sconfitta intera della sua squadra, la seconda consecutiva dopo quella contro il Savoia la scorsa settimana e ha pensato di farsi giustizia da solo. L’attaccante, dopo il triplice fischio del direttore di gara, ha preso un estintore che si trovava all’esterno degli spogliatoi e ha pensato bene di vendicarsi inondando gli avversari che stavano festeggiando nei pressi del settore ospiti e, di conseguenza, anche i circa 30 sostenitori del San Giorgio che si erano avvicinati alla rete di recinzione del ‘Vezzuto-Marasco’ per complimentarsi con i loro calciatori.
La tensione era già alle stelle, ma prima ancora che si scatenasse l’ennesimo parapiglia, i Carabinieri presenti al campo hanno bloccato Mautore e l’hanno portato negli spogliatoi, dove è stato successivamente identificato.
Il Monte di Procida è stato battuto (1-0) in casa dal San Giorgio, un risultato a sorpresa per gli amanti dei pronostici e che ha visto la formazione di Ambrosino non consumare la sua vendetta dopo il 5-1 dell’andata, a dimostrazione che i granata vesuviani sono una vera e propria bestia nera per i biancoblù.
Non ci sono stati problemi solo alla fine, ma anche alla mezz’ora del primo tempo, quando il risultato era sullo 0-0. Il capitano della squadra locale, Di Matteo, lanciato a rete alla mezz’ora è stato fermato dal fischio di un calciatore del San Giorgio, che imitando l’arbitro, ha costretto il capitano dei flegrei a prendere il pallone con le mani a tu per tu con il portiere. Ci sono stati attimi di grande tensione, la gara è stata fermata per qualche minuto, perché Di Matteo aveva fermato con le mani un pallone che non chiedeva altro di essere scaraventato in rete. Un gesto antisportivo, gravissimo, che andava punito; invece il direttore di gara, di Cairano di Ariano Irpino, ha dimostrato di non avere abbastanza esperienza per gestire situazioni talmente grottesche che, probabilmente nella carriera di raramente si verificano.
Polemiche infinite, perché a fine gara, il tecnico del Monte di Procida, Salvatore Ambrosino, accusava duramente gli avversari: “Sull’episodio del finto fischio non so dire chi sia stato l’autore, ma posso dire che durante la partita d’andata, quando abbiamo perso 5-1, il loro preparatore atletico che si trovava dietro la rete di recinzione e del quale non ricordo il nome, ci sputava contro ripetutamente. L’episodio di Mautone, invece, non l’ho visto, me l’hanno raccontato”.
Un episodio che potrebbe costare caro all’attaccante anche dal punto di vista sportivo. Infatti, se uno dei componenti della terna arbitrale oppure uno dei commissari di campo ha assistito alla scena, segnalandolo nel referto, il calciatore rischia di incorrere in una squalifica che conoscerà solo giovedì nel momento in cui sarà pubblicato il comunicato ufficiale della Figc Campania, che da anni combatte con pungo fermo la lotta alla violenza.
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