Juve Stabia. Castori: "Presi Mezavilla a Lanciano che aveva 16 anni"



L'ex tecnico dell'Ascoli: "Arrivo' insieme a Ferreira Pinto"

Juve Stabia - 22/02/2012 10:00

 

Non ha il passo felpato e la giocata ad effetto dei sudamericani. Forse è per questo che lui si definisce un brasiliano atipico. In campo, però,  è efficace al punto giusto. Adriano Mezavilla è il calciatore che tutti gli allenatori vorrebbero in squadra e per vari motivi. Su tutti l’applicazione, il temperamento e la duttilità che fa di Mezavilla un jolly buono per ogni evenienza. Il brasiliano, a 29 anni, ha riscoperto il fascino della serie B, una categoria in cui ha già giocato ma non da protagonista come lo è ora alla Juve Stabia. Chi segue la Juve Stabia ormai ha imparato a conoscere Adriano Mezavilla. Lui parte ogni stagione in sordina. 

La sua corporatura, infatti, richiede qualche mese in più per entrare in carburazione ma quando va in forma non si ferma più. E’ successo l’anno scorso e la storia si sta ripetendo anche in questa stagione.Centrocampista centrale votato alla quantità, alla corsa e con un senso del gol innato. Quando serve, poi, lo si ritrova anche a fare il difensore puro. Alla Juve Stabia e a Castellammare Adriano Mezavilla ha trovato il suo habitat ideale. Un ambiente solare, caldo e una città affamata di calcio con una torcida stile brasiliana. In campo macina chilometri col suo passo che Braglia definisce ‘compassato’. Nei 90’ non concede nulla. Fuori dal campo è un tipo schivo. La voce flebile con l’accento tipicamente portoghese e un sorriso sempre pronto per stemperare i momenti critici. L’anno scorso lui e Braglia (che si conoscono dai tempi di Taranto) hanno dato vita a diversi siparietti in cui sbeffeggiavano il direttore Di Somma. E ora che è andato via Cazzola Mezavilla è diventato il signore del centrocampo delle Vespe. 

Chi conosce bene il brasiliano è Fabrizio Castori, ex allenatore dell’Ascoli. “Arrivò al Lanciano insieme ad altri due brasiliani Ferreira Pinto (oggi all’Atalanta) e Ribeiro - ricorda il tecnico - Li feci prendere alla società tutti e tre. Mezavilla era un ragazzino e aveva 16 anni. Lo ricordo esile fisicamente mentre col tempo si è irrobustito. E’ un calciatore su cui ho sempre creduto. Si vedeva che sapeva giocare a calcio, aveva una bella visione di gioco ed era forte di testa. Tutte doti che gli sono rimaste intatte e nelle quali è migliorato”. Fabrizio Castori, dopo aver avuto Mezavilla a Lanciano, l’ha portato con se a Cesena. “Purtroppo, arrivò a Cesena troppo giovane e per questo motivo non riuscì ad imporsi - aggiunge il tecnico - Adesso sta recuperando il terreno perduto. Quando l’ho allenato nelle mie squadre giocava nei tre ruoli di centrocampo. Col passare degli anni, poi, ha acquisito la capacità di adattarsi in più ruoli perchè lui, fondamentalmente, è intelligente”. Per Fabrizio Castori Mezavilla è uno che: “ha fame e può sfondare. Non è detto che non possa arrivare in serie A anche se non è più giovanissimo”. 
Calciatore che si fa notare sul campo e anche fuori. “E’ uno che fa gruppo. Ha un carattere aperto come tutti i brasiliani. Credo che a Castellammare abbia trovato il suo ambiente ideale”, conclude Castori. 


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