La storia di Baldanzeddu: il papà stroncato dalla Sla, lui in campo e tra i migliori



Il terzino: "Ho provato a giocare come faceva mio babbo"

Juve Stabia - 19/02/2012 10:00

 

Ci sono dolori che custodisci dentro e magari provi anche a nasconderli. Ci sono volte in cui bisogna reagire, perché la vita va avanti e stare lì a pensare non aiuta. Meglio giocare. Meglio fare quello che ti piace e provare almeno per novanta minuti a staccare la spina. Forse, è questo quello che ha pensato Ivano Baldanzeddu. Mercoledì la scomparsa del papà Paolo, affetto da Sla. Un dolore che ti spacca dentro, ma anche in questi casi deve venir fuori il carattere. Ieri, lo ha messo tutto in campo Ivano. Ha tirato fuori una delle migliori prestazioni da quando è alla Juve Stabia. Sempre concentrato, onnipresente. In costante anticipo su Ceravolo che Gregucci è stato costretto a sostituire. E poi giù sulla fascia a spingere come un forsennato. Ha sentito il calore della società, dei suoi compagni di squadra, dei tifosi (quelli della curva hanno esposto anche uno striscione per lui, per testimoniargli la loro vicinanza). “Volevo ringraziare tutti – dichiara Baldanzeddu – dalla società, alla squadra, ai tifosi tutti mi sono stati accanto. I compagni mi sono venuti ad abbracciare ai gol e mi sono emozionato a vedere lo striscione ad inizio secondo tempo”. Breve passaggio anche sulla partita che passa in secondo piano, come tutto del resto davanti a situazioni del genere: “Abbiamo conquistato una vittoria importante - dichiara il difensore sardo – la dedico al mio babbo”. E così si passa a parlare di papà Paolo che sicuramente si sarà accomodato lì, tra le nuvole, a tifare per lui: “Aveva un carattere forte anche quando giocava a pallone nel Calangianus in Eccellenza – ricorda Baldanzeddu – magari non aveva la qualità che abbiamo noi in Serie B però era sempre determinato e concentrato. Non ha fatto una grande carriera, ma mi ha insegnato molto”. Ed Ivano Baldanzeddu, nella Juve Stabia che ha battuto la Reggina al Menti ha rivisto anche le caratteristiche del suo papà: “Ho provato a giocare come faceva lui: aggressivo, determinato e credo di esserci riuscito – spiega il difensore sardo – anche i miei compagni di reparto, per come hanno giocato, mi hanno ricordato il mio babbo. Abbiamo giocato da squadra sacrificandoci l’uno per l’altro, questo era il suo modo d’intendere il calcio e mettendolo in pratica abbiamo conquistato una vittoria importante”. D’altronde, anche lui aveva promesso ai tifosi di voler ripagare sul campo l’affetto che aveva ricevuto, postando un messaggio su facebook. A giudicare dalla prestazione ci è riuscito in pieno, lasciando soddisfatti tutti i suoi tifosi. Più uno, quello speciale: Papà Paolo.


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