CALCIOSCOMMESSE. Filone Napoli, otto pagine e ora gli atti a Palazzi



Nelle intercettazioni i calciatori parlano di '15 stelle' riferite a 15mila euro

Napoli - 31/05/2012 08:30

Otto pagine fitte. Su quelle pagine c'e' sbobinato il testo non piu' secretato dell'interrogatorio di Matteo Gianello presso la Procura di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sulle scommesse nel calcio (coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo e dai pm Antonello Ardituro, Stefano Capuano, Danilo De Simone e Vincenzo Ranieri). Da quelle pagine si evince che l'ex terzo portiere del Napoli ha prima provato goffamente a respingere ogni addebito, poi, di fronte alle inequivocabili intercettazioni, a confermare i fatti ("prendo atto che il significato delle conversazioni intercettate appare del tutto contrario a quello da me riferito", testuale): in occasione di Sampdoria-Napoli (finita 1-0) del 16 maggio 2010 ci fu un tentativo di combine. Gianello provo' a proporlo ai compagni di squadra Paolo Cannavaro e Gianluca Grava, che si rifiutarono in modo netto. In ballo c'erano comunque "decine di migliaia di euro", pronti per i calciatori che si fossero detti disposti ad aggiustare il risultato del match. Soldi che nel linguaggio in codice diventavano "Stelle". Per capirci, "Ci sono 15 stelle per te", significava che erano pronti 15mila euro come compenso per il 'lavoro' svolto. Ma torniamo a Gianello, raggiunto da un avviso di conclusione di indagini preliminari contestualmente all'ex calciatore Silvio Giusti. L'ex portiere azzurro aveva contatti proprio con Giusti, che gli aveva proposto la combine anche a nome di "di altre persone". Rischia una pesantissima squalifica, mentre per omessa denuncia non dormono sonni tranquilli neppure Grava e Cannavaro.

Con questa considerazione siamo passati all'aspetto della vicenda che riguarda la giustizia sportiva. Con la chiusura del filone napoletano dell'inchiesta gli atti passeranno al procuratore federale Stefano Palazzo Palazzi che dovra' valutare l'ipotesi di un deferimento del Napoli a titolo di responsabilita' oggettiva.
Secondo molti commentatori pero' gli spunti delineati dalle intercettazioni, oltre agli interrogatori, non hanno fatto emergere il coinvolgimento di ulteriori tesserati del Napoli e questo potrebbe pesare anche in ambito europeo, visto che in casi simili l'Uefa ha il potere di escludere dalle coppe il club coinvolto. "Non sarebbe affatto una conseguenza automatica.
Il regolamento dell'Europa League pone come condizione per l'ammissibilita' al torneo il non essere stati coinvolti direttamente o indirettamente in illeciti sportivi, ma lo statuto attribuisce, all'articolo 50, alla Uefa stessa un potere discrezionale da valutarsi caso per caso anche in base alla gravita' dei fatti e alla singola fattispecie", spiega l'esperto di diritto sportivo ed avvocato del Napoli, Mattia Grassani. Che poi aggiunge: "Non si e' di fronte a un fatto conclamato di illecito sportivo ed e' escluso alcun coinvolgimento societario.
Dovrebbe essere difficile escludere il club dall'Europa League quando tutta la dirigenza e' estranea".

L'avvocato Eduardo Chacchio si concentra invece sugli effetti della vicenda sul prossimo campionato: "Il procuratore federale puo' disporre un atto di deferimento per responsabilita' oggettiva verso il Napoli laddove venga riconosciuta la responsabilita' di un tesserato, ma in concreto il Napoli rischia una minima penalizzazione. La smentita di Grava e Cannavaro contro le parole di Gianello servono pero' a poco perche' il giudice le ha messe agli atti come elementi probatori. Il Napoli sara' immune percio' solo in caso di proscioglimento del portiere veronese".


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