Nocerina, crollo verticale in quattro mesi



Nocerina - 21/02/2012 21:36

 

Una sosta per ricaricare le batterie, in vista di una ripresa che definire pirotecnica è dir poco. La mazzata subita per mano del Cittadella - in verità più somigliante ad un harakiri - ha dato l’impressione che forse sono gli stessi calciatori della Nocerina a non crederci più in questa benedetta salvezza. Non bastano gli ultimi dieci minuti di una partita per dimostrare carattere, tanto più che s’è giocato per un tempo intero in superiorità numerica. Quello che a lungo, in questa stagione, era stato spacciato per il gioco più bello della Serie B, negli ultimi quattro mesi è andato a sbattere violentemente contro numeri a dir poco impietosi: maggior numero di sconfitte, sedici in totale; maggior numero di ko casalinghi, nove; peggior difesa del campionato con cinquantuno reti al passivo; record negativo di gol incassati nelle gare disputate al San Francesco, con ben ventinove centri da parte degli avversari; sedici partite senza lo straccio di un successo, nell’arco di quattro mesi da film horror per i colori rossoneri; cinque miseri punticini realizzati dall’ormai lontano 29 ottobre scorso, giorno del successo per 4-2 contro la Sampdoria, fino alla gara col Cittadella di qualche giorno fa. Alla faccia del gioco più bello della serie cadetta! E’ difficile riuscire a ricavare anche una minima traccia di ottimismo da un dato statistico così tragico. D’accordo, la classifica, al netto dei mille recuperi da disputare nella “red zone” della graduatoria, potrebbe restituire ancora un pizzico di speranza “aritmetica” alla Nocerina: sei sono i punti “virtuali” che separano i rossoneri dal piazzamento play-out, sette quelli di distacco dal Modena, ancora più “virtuali” visto che i canarini hanno ben tre partite da recuperare. Qualcuno ha parlato di episodi sfortunati, ma tocca avere un bel paio di “chianine” (leggasi bistecche alla fiorentina) più che fette di prosciutto davanti agli occhi, per avere il coraggio di recriminare contro la dea bendata, visto che il cammino vergognoso della squadra, in un campionato con valori tecnici leggermente più elevati nella zona bassa, avrebbe potuto vedere la Nocerina ben più lontana dalla zona “speranza”. E invece, nonostante i disastri in campo, una piccola speranza c’è ancora e andrebbe coltivata. Non basta però che a nutrirla siano solo i tifosi, quelli che si sobbarcano chilometri e chilometri per sostenere il vessillo rossonero, troppo spesso bistrattato dagli stessi professionisti che lo portano, per lavoro, in giro per l’Italia. Toccherebbe proprio a questi professionisti far sì che la speranza aumenti, che possa vestirsi di un minimo di concretezza, al momento maledettamente lontana, se si osserva quanto accade in campo.


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